Il progetto FARm, finanziato dall’Unione Europea attraverso il fondo Asilo migrazione e integrazione, Fami, gestito dai Ministeri dell’Interno e del Lavoro, vuole attivare le sinergie pubblico-private nella prevenzione e contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato come sistema organizzativo naturale del lavoro agricolo, nell’intento di creare un circolo virtuoso tra imprese, parti sociali e istituzioni per favorire il rispetto dei diritti dei lavoratori in agricoltura, valorizzando la filiera dell’agricoltura responsabile e migliorando l’efficienza dei servizi di intermediazione del lavoro in contesti territoriali definiti, omogenei e prossimi dal punto di vista geografico: Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Il progetto si propone di promuovere condizioni di regolarità lavorativa, contrastando il fenomeno dello sfruttamento del lavoro in agricoltura, rafforzando le reti di collaborazione già esistenti a livello territoriale tra partner istituzionali, la rete anti tratta, le organizzazioni datoriali e le organizzazioni sindacali con un particolare focus su due principali ambiti di intervento: l’accesso al lavoro in agricoltura e l’accesso ai servizi di protezione sociale.
Il progetto si sviluppa attraverso un approccio interdisciplinare di studio e di ricerca applicata che comprende gli ambiti giuridico, sanitario, informatico e sociologico. Le attività, messe a punto da FARm. si snodano lungo quattro direttrici specifiche. Una prima direttrice riguarda l’emersione delle situazioni di vulnerabilità e l’intercettazione della popolazione a rischio di sfruttamento lavorativo e caporalato fuori e dentro i luoghi di lavoro, la seconda ha come obiettivo la promozione, nell’ottica dell’empowerment dei beneficiari, di un migliore accesso al lavoro e ai servizi di inclusione attiva, di tutela psico-fisica e di protezione sociale. La terza direttrice punta invece al miglioramento dell’efficienza del sistema di intermediazione pubblico e privato del lavoro agricolo e alla valorizzazione di un supporto mirato all’accesso al lavoro agricolo in condizioni di legalità mediante soluzioni innovative giuridico-organizzative e informatico-tecnologiche. L’ultima linea di intervento riguarda infine la promozione dell’autoregolazione responsabile delle aziende agricole e di una filiera dell’agricoltura responsabile.
AFOL Metropolitana, partner operativo e strategico del progetto, contribuisce, grazie al proprio ruolo chiave di interlocutore privilegiato per cittadini e imprese sui servizi per il lavoro, alla diffusione di elementi di conoscenza utili a rendere informati e consapevoli i cittadini stranieri e immigrati dei loro diritti, rafforzare la loro percezione di soggetto a rischio di sfruttamento lavorativo, diffondendo la cultura della legalità e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel perseguire questo obiettivo AFOL Metropolitana garantisce che gli operatori dei propri Centri per l’impiego siano costantemente aggiornati sulla normativa attuale in tema di lavoro in agricoltura. In tal senso saranno organizzati corsi di aggiornamento formativo su legislazione, contrattualistica e strumenti tecnologici per facilitare il matching tra domanda e offerta di lavoro.
capofila: università degli studi di Verona
partners: Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Trento, Libera Università di Bolzano, Regione Veneto, Veneto Lavoro, Comune di Venezia, Cia di Padova, Confagricoltura Veneto, Federazione regionale Coldiretti del Veneto, Confederazione agricola e agroalimentare del Veneto, Cooperativa sociale Città So.La.Re., Provincia Autonoma di Trento – Agenzia del lavoro, Associazione La Strada-Der Weg, AFOL Metropolitana – Agenzia metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro, Associazione Lule onlus, Capa di Cremona (Centro di Addestramento Professionale Agricolo) e Cimi di Mantova (Cassa Integrazione Malattia e Infortuni).